«Kunōzan Tōshō-gū» a Shizuoka
«Kunōzan Tōshō-gū» a Shizuoka

📖  Tōshō-gū 東照宮

Gli unici veri monumenti eretti in Giappone

Anni fa, in uno dei miei post, mi sono permesso di fare un’affermazione piuttosto forte in merito al complesso monumentale costruito dal clan Tokugawa nella città di Nikko che qui riporto con un semplice copia e incolla:

«i sacrari chiamati Tōshō-gū dove sono inumati i capi famiglia del clan Tokugawa sono, forse, gli unici veri monumenti eretti in Giappone e sono dei codici cifrati»

e mi ero ripromesso che avrei meglio spiegato questa mia affermazione. Cosa che vorrei fare ora, anche se è trascorso molto tempo da allora senza indulgere qui sulla storia … cosa sono e dove si trovano questi sacrari.

La frase che è ricca di significato e combina elementi di storia, architettura e simbolismo in un’affermazione molto provocatoria. Elaboriamo scomponendola nei suoi concetti chiave.

— 1. «I sacrari Tōshō-gū dove sono inumati i capi famiglia del clan Tokugawa»

Questo è il dato storico-fattuale di partenza.

Tōshō-gū (東照宮): Sono santuari shintoisti dedicati a Tokugawa Ieyasu (1543-1616), il fondatore dello shogunato Tokugawa, che governò il Giappone per oltre 250 anni (periodo Edo).
Dopo la sua morte, Ieyasu fu deificato con il nome Tōshō Daigongen o il «Grande Buddha Splendente d’Oriente».

Capi famiglia del clan Tokugawa: Il più importante Tōshō-gū si trova a Nikkō (Prefettura di Tochigi) ed è proprio lì che è sepolto Ieyasu. Tuttavia, la frase è tecnicamente imprecisa ma concettualmente potente.
Il mausoleo principale a Nikkō è solo di Ieyasu. Altri shōgun Tokugawa sono sepolti in templi buddhisti a Tokyo (lo Zōjō-ji e il Kan’ei-ji). Tuttavia, poiché tutti gli shōgun erano capi del clan Tokugawa e discendenti di Ieyasu, e poiché i Tōshō-gū (ce ne sono molti in tutto il Giappone) sono dedicati alla sua figura divinizzata, si può legittimamente fare un’associazione generale tra questi santuari e il culto della dinastia.

— 2. «Sono, forse, gli unici veri monumenti eretti in Giappone»

Questa è un’affermazione audace e filosofica.
Cosa si intende per “veri monumenti”?

In genere, un monumento (come un arco di trionfo o una statua equestre in Occidente) è un’opera creata con l’esplicito scopo di celebrare, commemorare e trasmettere un messaggio di potere e gloria alle generazioni future.
In Giappone, le strutture più imponenti e antiche sono spesso:

•… Templi Buddhisti: Costruiti per la salvezza spirituale, la preghiera e la quiete.
•… Santuari Shintoisti: Dedicati al culto dei kami (divinità) e all’armonia con la natura.

L’affermazione suggerisce che, sebbene templi e santuari abbiano una funzione primaria religiosa, i Tōshō-gū ed in particolare quello di Nikkō abbiano una funzione aggiuntiva e predominante: quella di essere monumenti al potere temporale e alla legittimazione divina dello shogunato Tokugawa.
Non sono solo luoghi di preghiera; sono una dichiarazione di potere scolpita nel legno e nella foglia d’oro.

— 3. «E sono dei codici cifrati»

Questo è il cuore dell’interpretazione.
In che senso sono codici cifrati?

L’architettura e le decorazioni del Tōshō-gū di Nikkō sono straordinariamente intricate e piene di simboli che codificano messaggi politici, religiosi e filosofici.
Per decifrarli, serve una conoscenza della mitologia e della cultura dell’epoca.

Ecco alcuni esempi famosi di questi “codici”:

•… Le Tre Scimmiette Sagge “Non vedo il male, non sento il male, non parlo del male”: Sono solo una piccola parte di un fregio più ampio che illustra il ciclo di vita dell’uomo, un codice della filosofia confuciana sulla condotta morale.

•… Il Gatto Addormentato (Nemuri-neko): Scultura celeberrima di Hidari Jingorō. Apparentemente un gatto pacifico, simboleggia in realtà la pace imposta dal potere assoluto dei Tokugawa: anche un potenziale topo (i signori feudali ribelli) non osa muoversi perché l’ordine è così stabile che persino il gatto guardiano può dormire.

•… L’Elefante Immaginario: Intagliato su un pannello da un artista che non aveva mai visto un elefante vero, basandosi solo su descrizioni. È un codice che parla dell’adattamento e della reinterpretazione di influenze straniere (come il Buddhismo dalla Cina e l’India) nella cultura giapponese.

•… L’Ordine degli Animali: Molti animali raffigurati sono simboli di virtù confuciane, forza, protezione, o rappresentano metafore buddhiste. Il drago, la fenice, la tigre non sono solo decorazioni, ma geroglifici di un linguaggio simbolico.

•… La Composizione Gerarchica: L’intero complesso, salendo sulla montagna, riproduce il percorso di avvicinamento a una divinità. Il messaggio cifrato è: «Ieyasu non era solo uno shōgun, era un kami, e il suo potere discendeva dal cielo

Sintesi e Interpretazione Complessiva

La frase, nel suo insieme, propone una lettura molto specifica:

I Tōshō-gū non sono semplici luoghi di culto.

Sono un’unica, grandiosa operazione di propaganda politica e legittimazione divina, eretta in forma architettonica.
Sono veri monumenti perché la loro funzione primaria è commemorativa e celebrativa del potere temporale.
Sono codici cifrati perché il loro messaggio non è esplicito, ma è nascosto in un linguaggio simbolico fatto di sculture, intagli e disposizione spaziale, accessibile solo a chi possiede le chiavi culturali per decifrarlo.

In altre parole, il Tōshō-gū di Nikkō è un libro di storia, un trattato di filosofia e un manifesto politico, tutto scolpito in un capolavoro artistico. La sua bellezza sfacciata e complessa serve a trasmettere un messaggio inequivocabile:
Il dominio dei Tokugawa è divino, giusto, pacifico e eterno.

Il Primo Tōshō-gū: Kunōzan e la Nascita di un Culto

Come alluso in una nota in questo blog prima dello sfarzo di Nikkō, esisteva un altro, importantissimo Tōshō-gū:
il Kunōzan Tōshō-gū (久能山東照宮) a Shizuoka

Chi vi è sepolto? Secondo la versione storica più accreditata e alla luce di recenti indagini, il corpo fisico di Tokugawa Ieyasu riposa proprio qui. Questo santuario, completato in tempi record nel 1616, fu il primo mausoleo dedicato a Tōshō Daigongen, costruito per volontà dello stesso Ieyasu morente.

La Relazione con Nikkō: una Strategia Politica e Religiosa

La decisione di spostare la sede del culto da Kunōzan a Nikkō non fu casuale, ma un atto calcolato del bakufu (governo shogunale) ad opera del nipote dello stesso Ieyasu. Ecco il perché:

•… Distanza da Edo: Kunōzan, nella provincia di Suruga, era troppo vicino al cuore del potere di Ieyasu. Nikkō, invece, era una montagna sacra da secoli, lontana e isolata. Portarvi il fondatore divinizzato era un modo per sottrarlo alla sfera mondana e elevarlo a una dimensione numinosa e incontestabile.

•… Simbolismo Geopolitico: Nikkō si trova a nord di Edo. Nella cosmografia cinese e giapponese, il nord è la direzione da cui provengono le influenze maligne. Erigere il mausoleo dello spirito protettore dello shogunato a nord della capitale significava creare una barriera spirituale a protezione del regime.

•… Legittimazione attraverso la Storia: Nikkō era già un importante centro del Buddismo Shugendō e associato al monte sacro Nantai. Collegare il culto di Ieyasu a un sito di tale antichità religiosa ne rafforzava l’autorità, inserendo i Tokugawa in un lignaggio spirituale preesistente.

La Divisione dei Ruoli:
In definitiva, si creò una divisione dei compiti molto significativa:

•… Kunōzan divenne il luogo della tomba fisica (shaka), il mausoleo funerario più intimo e privato.
•… Nikkō divenne il luogo della dimora divina (goshintai), il monumento nazionale per il culto pubblico e la celebrazione della dinastia.

Questa separazione tra il corpo dello shōgun e lo spirito del dio è essa stessa una parte fondamentale del codice cifrato: Nikkō non celebra un uomo, ma un’istituzione divina, il cui potere, emanato da quel santuario, protegge e legittima l’intero Giappone.

La scelta di Nikkō non fu dettata solo dalla bellezza del luogo, ma da una precisa e sofisticata strategia di simbolismo politico-religioso. che non finiscono qui. Si dice infatti che

— 1. La Sepoltura Seduta (坐棺, Zakan)
Tokugawa Ieyasu non sia stato sepolto sdraiato, ma in posizione seduta, all’interno di un sarcofago ottagonale speciale, come un Buddha in meditazione con un ben preciso significato infatti nel simbolismo Buddhista La posizione seduta (la posizione del loto o zazen) è quella dell’illuminazione e della dignità imperitura di un Buddha. Seppellirlo in questo modo sottolineava la sua transizione da shōgun mortale a Buddha eterno (Tōshō Daigongen), un’entità divina e vigile.
Un uomo seduto è un uomo sveglio, attento, che osserva. L’immagine trasmessa è che Ieyasu, anche dopo la morte, vegliasse sul Giappone e sulla dinastia da lui fondata.

— 2. Lo Sguardo verso Nikkō
Ancora, la credenza legata alla sepoltura seduta, è la convinzione che il corpo di Ieyasu a Kunōzan sia stato orientato in modo che il suo sguardo (o la facciata del mausoleo) fosse rivolto direttamente verso Nikkō, il suo santuario ufficiale, col significato di unità del culto. Questo collegamento visivo simbolico univa i due luoghi sacri. Il corpo a Kunōzan e la dimora divina a Nikkō non erano separati, ma legati da uno sguardo, un’attenzione continua.
Simbolicamente, il suo spirito a Nikkō era consapevole della sua origine terrena a Kunōzan, e viceversa.
Inoltre la volontà manifesta rafforzava l’idea che il trasferimento a Nikkō fosse stato un suo preciso volere, e che anche da Kunōzan egli sorvegliasse la corretta realizzazione del suo culto.

— 3. La Linea Retta Sacra: Kunōzan - Monte Fuji - Nikkō
Infine si narra che esista una linea retta ideale e potentissima che collega tre luoghi:


•… il mausoleo di partenza (Kunōzan Tōshō-gū),

•… il simbolo nazionale per eccellenza (il Monte Fuji), e

•… il mausoleo definitivo (Nikkō Tōshō-gū).


Questo significato più profondo di geomanzia e potere mostra che questo allineamento non è casuale, ma il frutto di una precisa pianificazione basata sul Feng Shui in cinese, Fūsui in giapponese.
Creare un tale allineamento tra luoghi carichi di energia
Kun = montagna sacra,
Fuji = picco più sacro,
Nikkō = nuova dimora divina
canalizzava le forze telluriche e celesti a favore dello shogunato Tokugawa.
Se immaginiamo che il Monte Fuji, al centro di questa linea, agisce come un fulcro divino, un pilastro che connette il cielo e la terra. Il culto di Ieyasu viene così inserito nell’asse cosmico del Giappone stesso, legittimando il suo governo non solo politicamente, ma anche cosmicamente, ne consegue che questa linea disegna una mappa spirituale del dominio Tokugawa, unendo simbolicamente la pianura di Kantō (dove sorge Edo) con le regioni centrali, sotto la protezione congiunta del Fuji e di Ieyasu.

La Sintesi:

Queste tre leggende non sono semplici curiosità, ma parte integrante del codice.
Trasmettono un messaggio preciso: Ieyasu non è morto, ma si è risvegliato in una dimensione divina (sepoltura seduta).
La sua attenzione è perennemente concentrata sul centro del suo culto (sguardo verso Nikkō), e il suo potere è ormai intrecciato con le forze telluriche e l’identità stessa del Giappone, in una linea sacra che unisce e protegge la nazione.

Questa è l’apoteosi finale del «monumento-codice»:
l’uomo si fa dio, e la sua presenza si imprime non solo nell’architettura, ma nella geografia stessa del paese.

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