Itinerario: dal Shimabu-ji ➽ ... ➽ al Suisen-ji
📜 Un po' di storia
«Chichibu Sanjūyon Kasho» (秩父三十四箇所)
ovvero i 34 luoghi sacri al Bodhisattva Avalokiteśvara nella regione di Chichibu
L’itinerario fa parte di un più vasto circuito dedicato alla dea Kannon e che include in totale 100 stazioni di preghiera suddivise in tre aree distinte del paese.
◼︎ Saigoku con 33 templi
◼︎ Bandō con 33 templi
◼︎ Chichibu con 34 templi
Il circuito del Saigoku è senza dubbio il nonno di tutti i pellegrinaggi giapponesi, e il Bandō gli tiene dietro a stretto giro. Entrambi coprono aree molto vaste, richiedendo tempo e risorse non indifferenti per essere percorsi ed il pellegrinaggio era essenzialmente appannaggio delle classi abbienti – o dei vagabondi.
Così, verso la fine del periodo Edo (1868), sebbene le fonti discordino sui numeri esatti, in Giappone si erano sviluppati oltre 200 circuiti più piccoli – sempre con 33 templi, ma ravvicinati tra loro – che resero la pratica religiosa accessibile alle masse.
Da quanto ho potuto ricavare, il circuito di Chichibu era uno di questi tanti percorsi minori.
Si trovava non lontano dalla popolosa Edo (l’odierna Tokyo) e, soprattutto, non c’era alcun posto di blocco per i pellegrini in partenza (all’epoca, per viaggiare lontano occorreva un permesso governativo, simile a un passaporto o a un visto1).
Fu naturale, quindi, che guadagnasse una popolarità maggiore rispetto a molti altri.
Il pellegrinaggio ebbe origine probabilmente non molto dopo il Bandō, forse nel XIII secolo. Tuttavia, prima del 1536, un genio rimasto – per quanto ne so – anonimo ebbe un’idea: aggiungere un tempio in più ai 33, trasformando il piccolo circuito in una sorta di completamento di 100 templi (i Nihon Hyakku Kannon) per coloro che avevano già terminato i due percorsi principali.
🎯 Obiettivo del percorso
Visita ai 34 i luoghi sacri al Bodhisattva Avalokiteśvara nella regione di Chichibu»
A differenza degli altri due circuiti, che si estendono su sette prefetture ciascuno, questo si limita a un unico comune, situato in una splendida valle montuosa della prefettura di Saitama, a ovest di Tokyo.
Venticinque dei 34 templi si trovano nella città vera e propria di Chichibu; sei nel vicino comune di Yokoze, due a Ogano e uno – l’ultimo, il nº 34 – a Minano.
Il pellegrinaggio inizia appena fuori dal centro di Chichibu e si snoda tra le montagne sul lato est [templi 1-4].
Prosegue poi verso il comune di Yokoze [templi 5-10],
per poi tornare nel territorio di Chichibu [templi 11-30], questa volta attraversando il centro urbano e dirigendosi verso le zone sud-occidentali.
Il nº 30 è piuttosto isolato, a circa 5,5 km dal nº 29; da qui in poi le distanze si fanno più ragguardevoli.
I due successivi [31 e 32] si trovano tra le montagne di Ogano; il nº 31 si trova a quasi 11 km a nord-ovest del nº 30.
Il successivo [33] è ben fuori dal centro di Chichibu, a ovest;
l’ultimo tempio il [34] è situato a Minano.
🗾 Descrizione del tragitto
Mappa dell'area e delle zone di interesse
I templi possono essere visitati in qualsiasi ordine poiché non esiste una regola rigida. Tuttavia, la numerazione classica offre una progressione logica dal centro abitato verso le montagne più profonde.
Le tappe principali sono numerate e segnalate in giallo, in nero siti di particolare interesse storico o religioso.
❤️🔥 In rosso il santuario di Mitsumine che di per se merita una visita a parte!
🚶 I° giorno
Tappe della giornata ①
Questo percorso è piuttosto lungo in strade spesso in salita e richiede, a piedi, più di 4:00h, perciò abbiamo scelto di farlo in auto anche perché vicino ad ogni tempio, anche se non sempre facile da trovare, si trova un parcheggio più o meno grande. Per quanto riguarda la percorribilità delle strade, il più complicato da raggiungere si è rivelato il tempio di Shimpuku-ji (真福寺) perché occorre transitare lungo una strada ad una carreggiata molto stretta, tuttavia, con un po’ di fortuna non ci sono stati particolari problemi.
Lo Shimabu-ji (四萬部寺) non ha personale permanente perciò per registrare la visita occorre dirigersi al tempio di Komyō-ji (光明寺), che non fa parte del circuito.
1# Shimabu-ji (四萬部寺)
Giunti al tempio, prima tappa del pellegrinaggio, rechiamoci dapprima all’Hondō e giunte le mani ringraziamo.
Reso omaggio al luogo rechiamoci ad acquistare il
納経帳(のうきょうちょう)o libro degli stampi,
納札(おさめふだ)la tavoletta votiva,
白衣(びゃくえ)la casacca bianca,
輪袈裟(わげさ)la stola da indossare attorno al collo e il
金剛杖(こんごうづえ)che è il bastone del pellegrino.
🔥 Qui c’è anche una caffetteria che offre anche la possibilità di un pranzo vegetariano2
I giorni di chiusura sono il lunedì ed il giovedì!
2# Shimpuku-ji (真福寺)
Il tempio è stato trasferito in cima ad una ripida collina all’inizio del periodo Edo raggiungendo dimensioni considerevoli. Distrutto in un incendio nel primo anno dell’era Manen (1860).
Restò illesa la statua della dea Kannon mentre le statue dei due assistenti Wakiji riportarono solo lievi bruciature.
Oggi, viene aperto e chiuso ad inizio e fine giornata ma non vi è personale durante il giorno. Per ottenere lo stampo (goshuin) occorre proseguire per in sentiero fino a raggiungere il tempio di Kōmyō-ji3 dalla parte opposta la collina.
3# Jōsen-ji (常泉寺)
Il tempio è famoso per due leggende che sono rappresentate da:
子持石 (Komochi-ishi): Letteralmente significa pietra che porta un bambino.
In Giappone, le pietre con forme naturali particolari sono spesso venerate come oggetti sacri (yorishiro) legati alle divinità. In questo caso si tratta di una pietra la cui forma ricorda una donna in dolce attesa e si racconta che le donne desiderose di avere figli, stringendo questa pietra tra le braccia e offrendo le proprie preghiere, saranno benedette dal dono di un bambino.
夢枕に (Yumemakura ni): È un’espressione classica della tradizione buddista e shintoista giapponese.
Indica il momento in cui una divinità appare in sogno a qualcuno, di solito vicino al cuscino, per consegnare un messaggio importante o una profezia qui rappresentata da un pozzo che si trova sul lato anteriore sinistro della sala principale, la cui acqua sorgiva, si tramanda, sia efficace contro ogni tipo di malattia.
Un tempo, mentre il sacerdote capo di questo tempio giaceva a letto malato, la dea Kannon gli apparve in sogno.
Seguendo il suo divino responso, il sacerdote bevve l’acqua della sorgente (Chomeisui) e guarì all’istante.
4# Kinshō-ji (金昌寺)
Oltre 1.300 statue di pietra
Nel recinto del tempio sono venerate oltre 1.300 statue buddhiste in pietra.
La loro realizzazione fu voluta dal monaco Kosen Tōgaku come atto di preghiera e commemorazione delle vittime delle carestie, tra cui la grande carestia iniziata nel 1783, al terzo anno dell’era Tenmei. Si dice che un tempo le statue fossero circa 3.800.
Particolarmante apprezzata la statua della dea Kannon presente nella sala omonima che raffigura una madre che tiene in grembo un neonato e cerca di offrirgli il seno. È una scena del tutto naturale di una madre con il proprio bambino: il sorriso appagato e lo sguardo benevolo trasmettono serenità a chi la osserva.
5# Goga-dō (語歌堂)
Bodhisattva Kannon Juntei
tra i cento luoghi sacri dedicati alla dea Kannon soltanto qui al tempio Gogadō, e all’undicesimo tempio del pellegrinaggio di Saigoku, il tempio Kamigōji si venera questo Bodhisattva.
Si tramanda che la statua sia opera del Gran Maestro Jikaku e le vengono attribuiti benefici spirituali legati alla longevità e alla liberazione dalle inquietudini e dallo smarrimento della mente.
6# Bokuun-ji (卜雲寺)
la statua della divinità principale Shō-Kannon si dice sia opera del bodhisattva Gyōki.
Tra i tesori del tempio Bokuun-ji vi sono i denti di una Yamanba o la strega della montagna.
7# Hōchō-ji (法長寺)
Tempio progettato da Hiraga Gennai
Il principale elemento da vedere è la grande sala principale, la cui architettura viene tradizionalmente attribuita a Hiraga Gennai, celebre studioso e inventore del periodo Edo. La costruzione, per le sue dimensioni e proporzioni, è particolarmente insolita per un tempio di campagna.
Interessante la facciata della sala è decorata con intagli che raffigurano la storia del tempio Shidō-ji, l’86° tempio del pellegrinaggio di Shikoku
Anche qui c’è tutta una storia sui denti strappati di una Yamanba.
8# Saizen-ji (西善寺)
🔥 Il grande acero monumentale
Nel recinto del tempio si trova un imponente acero, il Komine Momiji, considerato uno degli alberi più rappresentativi di Saizen-ji che pare abbia più di 600 anni ed è stato dichiarato monumento naturale della prefettura di Saitama.
Fondato nel 1234, il tempio ospita nella sua sala principale una statua della Triade di Amida, con il Buddha Amida al centro, il Bodhisattva Kannon a sinistra e Seishi Daibosatsu a destra.
Tra i 100 templi dedicati alla dea Kannon, solo questo tempio possiede una statua seduta del Bodhisattva dalle Undici Facce.
9# Akechi-ji (明智寺)
Il tempio delle preghiere per il parto sicuro
Akechi-ji è conosciuto soprattutto come luogo di preghiera per il parto sicuro e per la salute delle donne e dei bambini. La devozione è rivolta alla figura di Jūichimen Kannon, la Kannon dalle undici teste, venerata come principale immagine sacra del tempio.
🚶 II° giorno
Tappe della giornata ①
10# Daiji-ji (大慈寺)
Il tempio di Anohana
Daiji-ji è noto anche per essere apparso nell’anime Ano Hi Mita Hana no Namae o Bokutachi wa Mada Shiranai. (Anohana). Il tempio conserva inoltre un’atmosfera tranquilla e una bella vista sulla zona circostante, elementi che contribuiscono al suo fascino.
All’interno della sala principale l’immagine principale si dice sia stata creata da Eshin Sōzu, ma vi sono custodite molte altre statue tra cui il Bodhisattva Koyasu Shōkanzeon, Binzuru Sonja, Kōshin Sonten, Enmei Jizō e altro.
11# Jōraku-ji (常楽寺)
Jōraku-ji si trova in una zona urbana, non lontano dal centro di Chichibu. Il recinto conserva l’atmosfera di un piccolo tempio di quartiere e permette di osservare il contrasto fra gli edifici religiosi e il tessuto urbano della città.
Fondato nel 1234 sembra essere un tempio di importanza storica risalente al periodo Kamakura.
12# Nosaka-ji (野坂寺)
Nosaka-ji è particolarmente noto per i suoi glicini, che in primavera formano spettacolari grappoli di fiori all’interno del recinto. Il tempio conserva inoltre diversi elementi architettonici e decorativi che meritano di essere osservati con calma durante la visita.
Le decorazioni del San-mon sono particolarmente interessanti con anche la rappresentazione delle statue dei Dieci Re dell’Inferno.
L’ornamento decorativo sul frontone della principale con i tre draghi attorcigliati sottostanti è affascinante nella sua dinamicità, ma la statuaria non finisce qui e richiede tempo per una visita accurata.
13# Jigen-ji (慈眼寺)
Jigen-ji è tradizionalmente associato alle preghiere per la salute degli occhi. Nel recinto si trova una particolare immagine di Yakushi Nyorai, il Buddha della medicina, davanti alla quale i pellegrini pregano per la guarigione e la protezione della vista.
14# Imamiya-bō (今宮坊)
Imamiya-bō è strettamente legato alla storia religiosa dell’area di Imamiya e al vicino santuario Imamiya Jinja.
Il recinto conserva l’atmosfera di un antico luogo di culto e testimonia la tradizionale sovrapposizione fra buddhismo e culti kami che caratterizzava il Giappone prima della separazione religiosa dell’epoca Meiji (abolizione dello Shugen-dō).
L’immagine principale è una statua in legno laccato e dorato del Santo Kannon, seduto in posizione di mezzo loto, alta 57,7 cm, risalente al primo periodo Edo.
C’è una statua che raffigura un Buddha inginocchiato a cavallo di una nuvola, un’opera unica e magnifica.
15# Shōrin-ji (少林寺)
Shōrin-ji si trova nella zona storica di Bamba, nel centro di Chichibu. Nei dintorni del tempio sono presenti edifici di carattere occidentale risalenti alla modernizzazione della città, creando un interessante contrasto con l’architettura buddhista del recinto, niente di particolare da segnalare qui.
16# Saikō-ji (西光寺)
Saikō-ji è conosciuto soprattutto per la particolare Enmei Jizō, ma anche per la cosiddetta sala del vino, legata alla tradizione del pellegrinaggio. Il recinto conserva inoltre diversi elementi che ricordano la lunga storia religiosa del tempio.
17# Jōrin-ji (定林寺)
Jōrin-ji è uno dei luoghi di Chichibu maggiormente associati all’anime Anohana. Il tempio compare nell’opera come uno dei luoghi familiari ai protagonisti e per questo è diventato una tappa popolare anche tra gli appassionati dell’animazione giapponese.
🚶 III° giorno
Tappe della giornata ①
18# Gōdo-ji (神門寺)
L’antica via del pellegrinaggio
Gōdo-ji sorge lungo un antico percorso utilizzato dai pellegrini diretti ai templi di Chichibu. Il recinto conserva l’aspetto raccolto di un tempio rurale e permette di percepire il rapporto fra il percorso fisico del pellegrinaggio e la sua dimensione religiosa.
19# Ryūseki-ji (龍石寺)
Il tempio costruito sulla grande roccia
L’elemento più caratteristico di Ryūseki-ji è l’enorme affioramento roccioso sul quale sorge il tempio. La roccia domina il recinto e conferisce al luogo un aspetto particolarmente insolito, nel quale architettura religiosa e ambiente naturale sono strettamente integrate.
20# Iwanoue-dō (岩之上堂)
Il tempio sulla roccia sopra l’Arakawa
Iwanoue-dō è costruito su una parete rocciosa che domina il fiume Arakawa. Il principale interesse della visita è proprio la posizione del tempio: il piccolo edificio sacro e il paesaggio del fiume formano uno degli scorci più caratteristici del percorso.
21# Kannon-ji (観音寺)
Le tavolette votive dipinte
Kannon-ji è noto per le numerose ema, le tavolette votive dipinte, dedicate alla Kannon venerata nel tempio. Sono una testimonianza della devozione popolare e delle preghiere rivolte dai pellegrini nel corso del tempo.
22# Dōji-dō (童子堂)
Il protettore dei bambini
Dōji-dō è dedicato alla protezione dei bambini e alla loro salute. Il piccolo edificio è circondato da un ambiente rurale tranquillo e conserva una particolare atmosfera popolare, legata alla devozione verso il Jizō protettore dei bambini.
23# Ongaku-ji (音楽寺)
Il tempio della musica
Il nome stesso di Ongaku-ji, «tempio della musica», è legato alla particolare devozione per le arti musicali. Il tempio è frequentato da musicisti e persone che pregano per il successo nel mondo dello spettacolo; il recinto offre inoltre una bella vista sulla valle di Chichibu.
24# Hōsen-ji (法泉寺)
Il Kishimon-dō
Hōsen-ji è conosciuto anche per il Kishimon-dō, una piccola sala dedicata a Kishimojin, divinità protettrice dei bambini e delle madri. Il luogo conserva quindi una forte componente legata alla protezione della famiglia e alla salute dei bambini.
25# Kyūshō-ji (久昌寺)
Il laghetto dei fiori di loto
Uno degli elementi più suggestivi di Kyūshō-ji è il laghetto antistante il tempio, particolarmente bello durante la fioritura dei loti. Il paesaggio acquatico costituisce uno degli scorci più caratteristici del recinto e cambia notevolmente con le stagioni.
26# Enyū-ji (円融寺)
La sala Iwaido
Enyū-ji è conosciuto soprattutto per la suggestiva Iwaidō, una sala costruita in posizione elevata e legata alla particolare conformazione rocciosa del luogo. Il complesso conserva inoltre un’atmosfera raccolta, immersa nel paesaggio boscoso ai margini di Chichibu.
27# Daien-ji (大淵寺)
La grande statua bianca sul colle
L’elemento più evidente di Daien-ji è la grande statua bianca di Kannon che domina il paesaggio dall’alto del colle. La statua è visibile anche da lontano e costituisce il punto di riferimento più caratteristico del tempio.
28# Hashidate-dō (橋立堂)
Il tempio sotto la parete rocciosa
Hashidate-dō è costruito ai piedi di una spettacolare parete di roccia calcarea. Accanto al tempio si trova una grotta naturale, elemento che rende particolarmente suggestiva la posizione del piccolo edificio sacro. Il contrasto fra la sala e l’imponente parete rocciosa è il principale motivo di interesse della visita.
29# Chōsen-in (長泉院)
Il giardino e il Suikinkutsu
Chōsen-in è noto per il suo giardino di pietre e per il suikinkutsu, un dispositivo tradizionale che produce un delicato suono d’acqua attraverso una cavità sotterranea. Il giardino costituisce uno degli elementi più raffinati del recinto e merita di essere osservato con particolare attenzione.
30# Hōun-ji (法雲寺)
Il giardino in stile Kyoto
Hōun-ji è noto per il suo giardino di impostazione tradizionale, realizzato secondo modelli associati alla cultura dei giardini di Kyoto. La composizione di pietre, vegetazione e acqua crea uno spazio particolarmente tranquillo, in netto contrasto con il paesaggio montano circostante.
31# Kannon-in (観音院)
La grande scalinata nella montagna
Kannon-in è uno dei templi più spettacolari dal punto di vista paesaggistico. Per raggiungere il recinto principale bisogna salire una lunga e ripida scalinata scavata nel fianco della montagna. Le pareti rocciose, la vegetazione e l’ambiente montano conferiscono al luogo un carattere particolarmente suggestivo.
32# Hōshō-ji (法性寺)
La nave di roccia e il panorama
Hōshō-ji è celebre soprattutto per la formazione rocciosa chiamata Funeiwa, la «nave di roccia», che domina il paesaggio sopra il tempio. Dal punto più alto del percorso si apre inoltre un ampio panorama sulle montagne circostanti, rendendo questa una delle tappe più spettacolari dell’intero pellegrinaggio.
33# Kikusui-ji (菊水寺)
Il pozzo a forma di crisantemo
Kikusui-ji è legato alla leggenda del particolare pozzo chiamato Kikusui, il cui nome richiama la forma di un crisantemo. Il tempio conserva inoltre un’immagine di Kannon e numerosi elementi della tradizione religiosa popolare legata al pellegrinaggio.
34# Suisen-ji (水潜寺)
La conclusione del pellegrinaggio
Suisen-ji è il 34º e ultimo tempio del circuito dei 34 templi di Chichibu dedicati alla Kannon. La visita assume quindi un significato particolare per i pellegrini, che qui concludono il percorso. Il tempio si trova in un ambiente montano e il carattere appartato del luogo contribuisce alla sensazione di conclusione del pellegrinaggio.