Capitolo 1 - Viaggio nel Giappone antico. Dalle comunità Jōmon alle tombe monumentali dei Kōfun, il lungo percorso di una civiltà insulare.
Percorso: Jōmon ➽ Yayoi ➽ Kōfun ➽ Asuka
Immagina di camminare in silenzio tra le vetrine di una mostra. Davanti a te, vasi di terracotta ricoperti da intricate decorazioni a corda e piccole figure d’argilla dagli occhi a mandorla ti fissano attraverso i millenni. Sono i messaggeri del periodo Jōmon1, un’era straordinaria che, dal 14.000 al 300 a.C., vide fiorire in Giappone una delle culture preistoriche più longeve al mondo.
Queste popolazioni di cacciatori-raccoglitori non erano nomadi senza radici. Costruivano villaggi stabili con capanne seminterrate, magazzini e luoghi cerimoniali. La loro era una società complessa, con un profondo legame spirituale con la natura. Le loro ceramiche, tra le più antiche del mondo (ritrovamenti in Aomori2 ne attestano l’uso già 16.000 anni fa), non servivano solo per cucinare, ma erano vere e proprie opere d’arte. Quelle decorazioni “a cordicella” (da cui il nome Jōmon) erano un gesto estetico che univa l’utile al sacro.
Questo mondo spirituale prendeva forma in enigmatici cerchi di pietre, come quelli di Ōyu3 e Isedōtai4, forse antichi osservatòri astronomici per i solstizi. E si incarnava nelle misteriose statuette dogū5, spesso dalle forme femminili o con occhi protetti da una sorta di visiera. Forse amuleti per la fertilità, forse strumenti sciamanici, questi piccoli idoli ci parlano di un’umanità che cercava di dare un volto all’invisibile.
La Svolta: Arrivano il Riso e i Metalli
Intorno al 900 a.C., un nuovo vento di cambiamento soffia dalle regioni occidentali. Dal continente, attraverso la penisola coreana, arrivano nuove tecnologie rivoluzionarie: la coltivazione del riso in risaie allagate, la lavorazione del bronzo e del ferro. Inizia il periodo Yayoi6.
Non fu uno scontro, ma una lenta fusione. I nuovi arrivati assorbirono le conoscenze degli Jōmon, fondendo due diverse eredità. La vita cambiò radicalmente: nacquero i primi villaggi agricoli permanenti e fortificati, come quello ricostruito a Yoshinogari7. La società divenne più gerarchica, con un’élite che controllava le risorse e i riti. Simbolo di questa nuova era sono le campane di bronzo dōtaku8, forse usate nelle cerimonie per propiziare i raccolti, a segnare il crescente legame tra religione e potere.
I Giganti di Terra: le Tombe dei Re
Da queste società agricole sempre più organizzate, tra il III e il VI secolo d.C., emerse un nuovo potere, visibile ancora oggi nelle pianure del Giappone centrale: i kōfun9, giganteschi tumuli funerari a forma di buco di serratura. Queste tombe monumentali, come quella attribuita all’imperatore Nintoku10 a Sakai, sono tra le più imponenti costruzioni funerarie del mondo e segnano l’alba del periodo Kōfun.
Attorno a questi sepolcri venivano disposte migliaia di haniwa11, figure di terracotta che rappresentavano guerrieri, case e animali, a proteggere il defunto. Questi monumenti sono la prova di una società ormai centralizzata e stratificata, guidata da un’embrionale monarchia che, dalla regione di Yamato12, avrebbe dato origine alla dinastia imperiale giapponese.
Il Filo Rosso della Storia: da Jōmon a Asuka
Il viaggio non finisce qui. Il filo di questa storia conduce direttamente alla piana di Asuka13, a sud di Nara. Tra il VI e il VII secolo, questo tranquillo paesaggio di campi e colline fu il laboratorio dove il Giappone prese la forma che conosciamo.
- Ad Asuka si tocca con mano questa transizione:
- Ad Asuka-dera sorge il primo tempio buddhista del paese, con una statua del Buddha che mostra l’influenza coreana.
- Il sito del Palazzo di Asuka è dove l’imperatrice Suiko e il principe Shōtoku gettarono le basi del primo stato centralizzato.
- Il maestoso tumulo di Ishibutai, un sepolcro di massi ciclopici, si crede appartenga a Soga no Umako, il potente nobile che spinse per l’adozione del Buddismo.
- Gli affreschi colorati del Takamatsuzuka kōfun ci mostrano per la prima volta l’eleganza e la moda della corte, con influssi cinesi.
Camminare per Asuka, salire sul colle di Amakashi14 e osservare dall’alto la pianura, significa percepire la geografia del potere. Significa capire come, da un gesto semplice come imprimere una corda sull’argilla, sia nato, in oltre diecimila anni, il cuore culturale e politico del Giappone.
Un passato che, in questi luoghi, non è mai del tutto passato.
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… Jōmon (縄文)
Periodo storico del Giappone che convenzionalmente si estende dal 14.000 al 300 a.C. circa. Il nome, che significa “modello di corda”, deriva dalle caratteristiche decorazioni a impressione ritorte che si trovano sulla ceramica di quest’epoca. Rappresenta una delle più lunghe continuità culturali di cacciatori-raccoglitori al mondo, nota per i villaggi stabili, i complessi riti spirituali e le famose statuette dogū. ⤴ -
… Aomori (青森)
Prefettura nord-occidentale del Giappone oggi famosa per i suoi prodotti agricoli ⤴ -
… Ōyu (大湯)
Sito archeologico del periodo Jōmon situato nella prefettura di Akita. È celebre per i suoi “cerchi di pietre” (kanjōresseki), due grandi raggruppamenti circolari di pietre del diametro di circa 40 metri. Si ritiene che questi cerchi avessero una funzione rituale, forse legata all’osservazione di eventi astronomici come i solstizi. Insieme ad altri siti, è iscritto nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO. ⤴ -
… Isedōtai (伊勢堂岱遺跡)
Importante sito del tardo periodo Jōmon situato nella prefettura di Akita. Caratterizzato dalla presenza di quattro cerchi di pietre concentrici e resti di focolari rituali, è considerato un altro fondamentale centro cerimoniale. Nel 2021 è stato incluso, insieme a Ōyu, nella lista dei siti UNESCO “Jōmon Prehistoric Sites in Northern Japan”. ⤴ -
… dogū (土偶)
Statuette fittili (di terracotta) tipiche del periodo Jōmon. Raffigurano forme umanoidi, spesso femminili e con volti stilizzati, talvolta con occhi prominenti simili a visiere (come lo Shakōki-dogū).
La loro funzione esatta è dibattuta, ma si ipotizza fossero oggetti rituali legati alla fertilità, alla guarigione sciamanica o a pratiche magico-propiziatorie.
Venivano spesso intenzionalmente rotti e sepolti. ⤴ -
… Yayoi (弥生)
Periodo storico (circa 900/400 a.C. - 250 d.C.) che segue il Jōmon. Deve il suo nome a un quartiere di Tokyo dove furono rinvenuti i primi reperti. È caratterizzato dall’introduzione della coltivazione del riso in risaia, della metallurgia (bronzo e ferro) e da una società più gerarchica e organizzata in villaggi fortificati. Segna il passaggio a un’economia agricola stanziale. ⤴ -
… Yoshinogari (吉野ヶ里遺跡)
Uno dei più grandi e importanti siti archeologici del periodo Yayoi, situato nella prefettura di Saga. Il vasto parco archeologico permette di vedere ricostruzioni di capanne, magazzini sopraelevati (takayuka-shiki), e fossati difensivi. Testimonia l’esistenza di comunità complesse e gerarchizzate, con aree riservate all’élite e spazi cerimoniali. ⤴ -
… dōtaku (銅鐸)
Campane rituali in bronzo, caratteristiche del periodo Yayoi. Non avevano batacchio e non erano usate come strumenti musicali convenzionali. Erano spesso decorate con motivi geometrici o scene di vita quotidiana (caccia, agricoltura) e si ritiene fossero utilizzate in riti comunitari per propiziare i raccolti e la fertilità, simboleggiando il crescente legame tra autorità e agricoltura. ⤴ -
… kōfun (古墳)
Letteralmente “antica tomba”. Si riferisce ai grandi tumuli funerari a forma di buco di serratura, circolari o quadrati, costruiti per l’élite al potere durante l’omonimo periodo (circa 250-538 d.C.). Queste imponenti opere di terra e pietra, spesso circondate da fossati, segnano la nascita di uno Stato politico centralizzato nella regione di Yamato e sono il precursore della famiglia imperiale giapponese. ⤴ -
… Nintoku (仁徳)
Nome postumo del 16° Imperatore del Giappone, la cui figura è avvolta nella leggenda. A lui è attribuito il Daisenryō Kofun a Sakai (prefettura di Ōsaka), uno dei più grandi tumuli funerari al mondo per superficie. La sua maestosità è una chiara dimostrazione del potere e delle risorse concentrate nelle mani della proto-casa imperiale di Yamato durante il periodo Kofun. ⤴ -
… haniwa (埴輪)
Letteralmente “cerchi di argilla”. Sono figure di terracotta di forma cilindrica o rappresentanti animali, case, guerrieri e servitori, che venivano disposte sulla sommità e attorno ai tumuli kōfun. Non avevano solo una funzione decorativa, ma si crede servissero a delimitare l’area sacra della tomba e a proteggere simbolicamente lo spirito del defunto. ⤴ -
… Yamato (大和)
Regione storica corrispondente all’odierna prefettura di Nara. Per estensione, indica il clan e il primo Stato centralizzato che emerse in questa zona durante i periodi Kofun e Asuka. Lo “Stato di Yamato” è considerato il diretto antenato della monarchia giapponese e della famiglia imperiale, le cui origini mitologiche si fondono con i resoconti storici di questa era. ⤴ -
… Asuka (飛鳥)
Area situata nell’odierna prefettura di Nara, che fu la culla della civiltà giapponese e la sede della corte imperiale durante l’omonimo periodo (538-710 d.C.). In questa piccola piana, tra campi e colline, il Giappone sperimentò una trasformazione epocale: l’adozione del Buddhismo, la creazione di un governo centralizzato ispirato ai modelli cinesi, e la stesura dei primi codici di legge.
Luoghi come il primo tempio buddhista (Asuka-dera), i palazzi imperiali e i tumuli megalitici (come Ishibutai) fanno di Asuka un “muso a cielo aperto” dove è possibile camminare tra le vestigia della nascita dello Stato giapponese. ⤴ -
… Amakashi (甘樫丘)
Collina situata nella piana di Asuka, che offre una vista panoramica sull’intera area. In epoca antica si ritiene che sulla sua sommità avessero le loro residenze i membri del potente clan Soga, che da questa posizione strategica potevano simbolicamente e fisicamente “controllare con lo sguardo” la corte e i palazzi imperiali sottostanti. Oggi è un punto di osservazione panoramico. ⤴