Shinagawa è da sempre un crocevia.
Un tempo, lungo la Tōkaidō1, passavano viaggiatori, mercanti, messaggeri e cortei i diretti a Edo o in uscita dalla città.
Cambiano i mezzi e i ritmi, ma la funzione di questo luogo resta sorprendentemente simile, anche oggi decine di migliaia di persone transitano nella sua stazione dirette verso Tokyo, Yokohama, Kyoto, Osaka e l’aeroporto di Haneda.
La comodità della sua posizione e la qualità dei servizi per i viaggiatori la rendono una delle stazioni più frequentate e apprezzate.
Nel periodo Edo: la prima stazione del Tōkaidō
Oltre a viaggiatori e commercianti quest’area, ora un quartiere di Tokyo era celebre2 per la fioritura dei ciliegi della collina di Gotenyama mentre il tempio Kaian-ji era meta ambita per ammirare i colori del foliage.
Oggi: da stazione di posta a snodo ferroviario
C’è però una piccola curiosità geografica. La stazione non si trova, amministrativamente, nel quartiere di Shinagawa, ma in quello di Minato, tra Takanawa e Kōnan. All’uscita dei tornelli la segnaletica vi chiederà di scegliere fra un’uscita o l’altra.
Intrattenimento
Al Shinagawa Prince Hotel
All’interno del complesso dello Shinagawa Prince Hotel si trova un vero e proprio centro di intrattenimento, con
Tennōzu Isle
Poco distante, Tennōzu Isle mostra un volto completamente diverso di Shinagawa.
L’isola, un tempo area di magazzini e depositi sul mare, è stata interessata da un’importante trasformazione urbanistica che ha portato alla costruzione di nuovi edifici lungo i canali e il waterfront.
È piacevole passeggiare lungo le passerelle in riva all’acqua, soprattutto nelle giornate in cui la brezza marina attenua il calore della città. Per una sosta si può scegliere T.Y.Harbor, dove ordinare una bistecca e una birra artigianale da gustare guardando il canale.
La passeggiata può poi proseguire lungo Bond Street, tra caffè e gallerie d’arte, fino al WHAT (Warehouse of Art TERRADA), museo dedicato all’arte contemporanea e all’architettura.
Arte e storia
Se si vuole invece esplorare il patrimonio storico e culturale della zona, vi sono alcune mete di particolare interesse.
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Sengaku-ji. Anche chi non conosce la storia giapponese avrà probabilmente sentito parlare dei quarantasette rōnin: i samurai che, per vendicare la morte ingiusta del loro signore Asano Naganori, costretto al suicidio rituale dopo un affronto a corte, attesero quasi due anni prima di colpire, sapendo che li avrebbe attesi la stessa sorte. È qui che si trovano le loro tombe, ancora oggi meta di chi lascia un bastoncino d’incenso in loro memoria.
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Shinagawa-jinja e Ana Inari-jinja. Per una pausa più leggera si possono visitare questi due santuari. Il secondo, più piccolo, si trova all’interno del recinto di Shinagawa-jinja. Secondo la tradizione, le monete immerse nelle acque sacre della sua fontana possono moltiplicarsi fino a diecimila volte. Una promessa, naturalmente, che vale la pena verificare.
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Museo d’Arte O. Per chi ama l’arte, il Museo d’Arte O propone mostre di generi diversi, offrendo l’occasione di incontrare opere sempre nuove. Il museo si trova all’interno del complesso commerciale Ohsaki New City, una posizione particolarmente comoda per combinare la visita con una pausa dedicata allo shopping.
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Ōi Racecourse. Infine, per un’esperienza decisamente diversa, da marzo a dicembre l’ippodromo di Ōi ospita le corse notturne. Le gare sotto le luci dell’ippodromo costituiscono uno degli spettacoli più insoliti che si possano incontrare nella Tokyo contemporanea.
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La Tōkaidō era la principale via di comunicazione del Giappone Edo, collegando Edo (Tokyo) a Kyoto lungo la costa dell’Oceano Pacifico. Percorsa dai daimyō nel quadro del sistema sankin kōtai e resa celebre dalle stampe di Hiroshige, fu poi affiancata dalla ferrovia (1889) e infine dall’omonima linea ad alta velocità inaugurata nel 1964. ⤴
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Le ukiyo-e qui riprodotte sono state realizzate rispettivamente
(a sinistra) da Katsushika Hokusai (1760–1849), tra i massimi esponenti dell’ukiyo-e. È celebre soprattutto per la serie Trentasei vedute del Monte Fuji, che comprende la celeberrima La grande onda di Kanagawa
e (a destra) da Utagawa Hiroshige (1797–1858), ultimo grande maestro dell’ukiyo-e. Deve la sua fama alle serie di stampe paesaggistiche, in particolare Le cinquantatré stazioni del Tōkaidō e Cento vedute celebri di Edo. ⤴