😵‍💫  Rōmaji ローマジ

Impariamo a pronunciare correttamente il giapponese scritto con caratteri latini.

«La lingua del diavolo» così è stata definita la lingua giapponese dal gesuita Francisco Javier nei lontani ormai anni 1550.
E mi piacerebbe poter dire che aveva torto.
Tuttavia mio malgrado devo ammettere che è una lingua estremamente complessa (di grado 5+) e non solo perché quotidianamente si usano tre diversi alfabeti sillabici (hiragana, katakana e romaji) più i caratteri di origine cinese, detti kanji, il cui nucleo di uso comune si compone di circa 3.000≈3.500 logogrammi1 come repertorio necessario per leggere con sicurezza la maggior parte dei testi moderni ma il cui numero aumenta considerevolmente per chi affronta studi specialistici.

Per inciso, penso che il segreto della sensibilità e delicatezza dei giapponesi che tanto il mondo intero ammira, risieda nella loro lingua!

Per un italiano i fiori appassiscono ma per un giapponese:
«Tutti i fiori appassiscono; ma ogni fiore appassisce a modo suo»
il fiore di ciliegio 散る
il fiore dei prugni こぼれる
il crisantemo 舞う
la peonia 崩れる
la camelia 落ちる

Comunque, non è questo lo spazio per un trattato di linguistica o divagazioni poetiche, qui vorrei condividere con chi mi legge una piccola legenda per cercare di pronunciare correttamente le parole giapponesi quando sono scritte con i caratteri latini (romaji) con l’avviso che anche per la traslitterazione vengono usati almeno tre sistemi diversi:

  1. il sistema Hepburn che è quello di uso più comune
  2. il sistema Nihon
  3. ed infine il sistema Kunrei il cui uso è in forte crescita.

Ma vediamo quali sono le regole più significative per noi italiani:

Le vocali si pronunciano come in italiano e le consonanti come in inglese

ch è un’affricata come la c nell’italiano cesto

g è sempre velare come in gatto

h è sempre aspirata

j è un’affricata come la g nell’italiano gioco

s è sorda come in sasso

sh è affricativa come sc nell’italiano scena

y è consonantico e si pronuncia come la i italiana

la sillaba wa si pronuncia … ua come nell’italiano quando

Il segno diacritico sulle vocali, come in ē, indica l’allungamento delle medesime

Non è raro trovare la vocale col segno diacritico ō scritta anche ou che va letta come una o allungata.

Vediamo qualche esempio preso dall’immagine di questa pagina:

  • teppanyaki si pronuncia in italiano teppaniachi
  • yōkoso si pronuncia in italiano ioocoso
  • konnichiwa si pronuncia in italiano conniciua
  • sushi come tutti sapete si pronuncia susci

… è tutto?
No, certamente no, ma durante il vostro viaggio divertitevi a capire e ripetere correttamente le corrette pronunce!
Sappiate che tutte le volte che riuscirete a pronunciare una parola correttamente, il vostro ascoltatore, anche se non lo mostrerà, apprezzerà il vostro sforzo.

Un rompicapo che richiede dedizione e passione

Altre note sulla lingua giapponese

I nomi dei templi giapponesi hanno il suffisso “dera, ji, in” o occasionalmente “an”.
I primi due indicano un tempio principale, con “dera” che è la lettura giapponese dei caratteri e “ji” che è la lettura cinese originale.
Il suffisso “in” indica normalmente un sotto-tempio e “an” denota un pergolato o un cottage.

I giardini hanno solitamente il suffisso “en”.
Un suffisso “do” viene aggiunto ai nomi delle sale all’interno di un tempio.

I nomi più comuni delle sale o costruzioni all’interno dei templi sono
Hondo o Kondo (Sala principale),
Kodo (Sala conferenze) e
Kannon-do (Sala della dea Kannon).

Un Okuno-in è un santuario interno dedicato a una persona specifica, solitamente Kobo Daishi, il grande “santo” del Giappone o il fondatore di un tempio.

Un Tōshō-gu è un santuario sacrario dedicato ad uno dei tanti Shōgun della dinastia dei Tokugawa.

I templi denominati anche Monzeki sono quelli il cui sacerdote capo era per tradizione un membro della famiglia imperiale e sono identificati da cinque linee bianche parallele sul muro esterno.

  1. logogramma è il termine corretto,
    il comune uso del termine ideogramma è impreciso, perché i kanji rappresentano sia concetti che suoni. ⤴

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